La Regata delle Antiche Repubbliche Marinare
La Regata delle Antiche Repubbliche Marinare
di Stefano Gianfaldoni
Le origini e la prima edizione del 1956
Era il 1 luglio del 1956 quando il Sindaco di Pisa e primo Magistrato della Regata, prof. Renato Pagni, sottolineò l'importanza dello spettacolo inedito accolto quel giorno, per la prima volta, dai lungarni pisani, «intriso di forza, bellezza e colore».
Nelle stesse parole del Sindaco, Pisa quel giorno, ufficialmente, «apriva il fiume e le sue vie agli ospiti illustri e graditi che venivano dal mare» nel ricordo della Pisa Repubblica Marinara, quando furono conquistate, in tempi diversi, le Baleari, la Sardegna e la Corsica, e furono stabilite colonie a Costantinopoli ed in altre terre lontane, imponendosi così nel Mediterraneo come una delle culle di civiltà medievale.
Una rievocazione, dunque, che affonda le proprie radici nella millenaria esperienza delle quattro repubbliche marinare - Amalfi, Genova, Pisa, Venezia - che più di altre si distinsero nel dominio dei mari ai tempi in cui furono costituite come Repubbliche.
Tempi di grandezza, di prestigio e ricchezza ormai lontani, che in quel 1956 nostalgicamente sfiorarono la mente di coloro che avevano vissuto in prima persona, poco più di dieci anni prima, le difficoltà della guerra mondiale.
Con la Regata si raggiunse il traguardo di un impegnativo lavoro di coordinamento e di difficile preparazione che aveva preso avvio con la intuizione e la proposta del cav. Mirro Chiaverini, un grande appassionato di Pisa e delle sue tradizioni, considerato l'ideatore della Regata. Quest'ultimo trovò quindi spazio all'interno di un' équipe di alto profilo, che si avvalse delle straordinarie capacità organizzative del comm. Carlo Vallini e del dott. Luciano Chiti, allora rispettivamente Presidente e Direttore dell'Ente di Promozione turistica di Pisa.
Quest'ultimo, in particolare, fu il vero motore organizzativo della Regata, affiancato anche dal dott. Ferruccio Giovannini, all'epoca Presidente della Federazione Italiana Canottaggio a sedile fisso e pilastro della Pisa del XX secolo nella dimensione culturale, storica e sportiva, che ne curò il Regolamento tecnico di Regata.
Costoro, con caparbietà e lungimiranza, furono i veri propulsori dell'avvio del progetto “Regata”, affiancati nel tempo dai rappresentanti delle altre città - Amalfi, in particolare, con il proprio Sindaco Francesco Amodio e Genova, con il dott. Ettore Miraglia, Presidente dell'Ente Provinciale per il turismo di Genova che coordinò l'allestimento di un'edizione di prova nel 1955 a Genova con i gozzi a quattro vogatori.
Non poche furono le difficoltà e le incertezze iniziali che dovettero affrontare, e in particolare quelle
apertamente palesate da Venezia, le cui perplessità solo il tempo fece trasformare e maturare in piena
adesione e convinto sostegno.
Dopo sempre più frequenti incontri, infatti, ed incassato il favore immediato di Amalfi e Genova, in
pochi anni le iniziali ritrosie veneziane furono superate, riuscendo finalmente a focalizzare, la
Serenissima, le notevoli potenzialità di un evento, ancora tutto da allestire, che coniugasse al meglio la
storia, la tradizione e la cultura con la competizione agonistica ed il richiamo turistico.
«Un vero avvenimento storico», così come ebbe più volte a sottolineare nei propri interventi il Presidente Vallini in occasione della prima edizione, consapevole del traguardo organizzativo raggiunto.
Con la Regata e con i figuranti rappresentanti le principali personalità delle quattro Repubbliche che facevano mostra di sé anche in terre lontane, le rivalità ancora latenti accese nei duri periodi medievali, caratterizzate anche da aspre lotte fratricide, venivano definitivamente superate, favorendo il desiderio di esaltare il comune ricordo di gesta marinare gloriose in un evento annuale di grande rilevanza, ispirato all'amicizia e alla competizione entusiastica e cavalleresca.
Un evento teso, almeno nel pensiero dei “padri fondatori”, a sottolineare il vero significato storico, culturale ed anche patriottico di avvenimenti sbiaditi ed offuscati dalla polvere del tempo, che oggi alcuni incautamente tendono a qualificare, quasi a sminuire, come un semplice e comune “Palio marinaro” o di cui altri si impegnano solamente a marcare il distinguo con la “Regata Storica” che si tiene ogni anno a Venezia.
Come sottolineò il giornalista de «Il Mattino» Mario Stefanile in un articolo apparso sul quotidiano del 30 giugno 1957, nel comune sentire, con la Regata non si intendeva festeggiare né vittorie su corsari né la fondazione di nuove colonie oltremare, ma si voleva accogliere a turno le rappresentanze di quattro Repubbliche che snodassero un corteo e disputassero una regata che simboleggiasse «... di quelle passate e talvolta spietate lotte, soltanto l'ardente entusiasmo ed il contributo alla storie della migliore civiltà, la solenne dignità di quattro città che lasciarono un'impronta capitale e decisiva nella storia d'Europa e sovente del mondo». Un'esperienza di organizzazione politico-istituzionale che travalicava così confini già nel medioevo e che doveva essere proposta alla grande ribalta - con i dovuti accorgimenti del caso - nell'immediato dopoguerra, quando le ferite del grande conflitto mondiale erano in parte ancora visibili ed occorreva lanciare un forte segnale di ripresa.
Nessun dubbio sussiste oggi sul raggiungimento dell'obiettivo inizialmente prefissato. Ma deve ammettersi che, nel tempo, vi sono state occasioni per alcune insidiose aberrazioni del significato della Regata, che, ove non prontamente sopite, avrebbero potuto finanche sconfessare le origini dell'evento stesso.
In quasi sessanta anni di storia tanti sono stati i protagonisti che si sono avvicinati alle vicende della
“Regata”, così come tutti chiamano la Regata Storica delle Antiche Repubbliche Marinare, alcuni per
motivi istituzionali, altri per motivi organizzativi, altri ancora per semplice passione.
Fra di essi emergono personalità di spicco affidate alla storia, che si offrirono nel proprio ruolo a
sostegno della Regata: è il caso del pontederese Giovanni Gronchi, eletto nel 1955 Presidente della Repubblica, che non esitò a concedere l'Alto Patronato alla manifestazione e presenziò personalmente alla prima edizione assoluta in Arno; così il Presidente Giuseppe Saragat che chiamò in ricevimento ufficiale al Quirinale, a testimonianza del proprio favore, il Comitato di Regata a ridosso degli anni '70; ancora, il Patriarca di Venezia, S.E. Card. Angelo Roncalli, che officiò la cerimonia di benedizione e varo delle imbarcazioni della regata nel 1956, varcando poi la soglia pontificia dopo soli due anni.
Da allora, ministri del Governo, parlamentari, ma anche presidenti delle province e sindaci delle città, presidenti e direttori degli Enti e Aziende di Promozione turistica, incaricati degli uffici comunali, si sono adoperati per dare seguito e contribuire, nel migliore dei modi, a tramandare quella che fu una intuizione tutta pisana, che ha portato ed ancora conferisce lustro, a distanza di oltre mezzo secolo, in Italia come all'estero, alle quattro città un tempo Repubbliche marinare. Si è trattato di un'unione di intenti inedita ed innovativa, antesignana del moderno turismo storico, che ha costituito un utile strumento di approfondimento e di ricerca delle tradizioni e della storia delle quattro repubbliche marinare, arricchita nel tempo di moltissimi eventi collaterali culturali, turistici ed anche sportivi, tutti di primissimo livello.
Altrettanto determinanti, tuttavia, sono stati gli apporti organizzativi e logistici che si sono avvicendati nel tempo, sempre competenti e tesi alla ricerca della migliore rappresentatività delle città, così come il consenso popolare che in quasi sessanta anni si è costantemente caratterizzato con l'interesse e l'entusiasmo per la Regata, consentendo ai Lungarni pisani, alla Riva degli Schiavoni e a Piazza San Marco di Venezia, al lungomare di Amalfi, alle vie e alle piazze di Genova, di essere sempre gremiti da ali di folla sempre numerosa ed incitante.
In origine, nell'idea dei fondatori, la parata dei figuranti in costume doveva risultare di pari importanza
rispetto al momento sportivo remiero, quale contrappeso e deterrente della manifestazione rispetto ad
eventuali guizzi di agonismo che avrebbero potuto comprometterne lo spirito. E così è stato, tant'è che i
cortei delle quattro Repubbliche hanno sfilato negli anni e tuttora continuano a sfilare per le vie di mezza Italia e anche all'estero, accompagnati da squilli di trombe e rullio di tamburi e timpani, richiamando con fierezza e in un tripudio di colori, i fasti della propria millenaria storia.
Per ciascuna Repubblica fu, dunque, individuato un periodo storico di maggior prestigio e migliore rappresentatività, proponendo una serie di personalità storiche e di episodi legati a personaggi, ognuno con riferimento ben preciso.
Per Pisa venne scelto il periodo fra l'undicesimo ed il tredicesimo secolo, quando la Repubblica era concentrata principalmente nella parte a nord del fiume, il porto pisano si estendeva ampiamente fino ai confini dell'attuale Livorno e Firenze era da poco divenuta comune autonomo (1115). Lo stesso periodo in cui Pisa, fondata una colonia a Costantinopoli nel 1111, cominciò ad affiancare come propria insegna la croce trilobata all'aquila nera imperiale in campo d'oro, segno di fedeltà pisana alla causa Sveva in Italia. La Repubblica, cinta da mura imponenti, era al tempo in netta espansione: si costruivano nuovi edifici, chiese e monumenti fra cui la Cattedrale (1063), il Battistero (1153) ed il Campanile (1174). La Repubblica pisana era guidata dal Podestà, massima autorità della Repubblica, adiuvato dal Console del Mare, responsabile dell'armamento delle flotte, e dal Capitano dei Giudici che, insieme ai Senatori e al Podestà stesso, esercitavano il potere legislativo della Repubblica marinara. L'Ammiraglio era il capo della flotta e veniva nominato solo in caso di guerra. In un contesto di fiorenti commerci e traffici, le corporazioni poi si identificavano nei Priori delle sette arti ed il Console dei Mercanti sovraintendeva i commerci, sempre più intensi. Il Sergente ed i fanti assolvevano ai compiti di polizia e governo del territorio, memori di esperienze di scontri con guerrieri Bizantini, Arabi, Normanni. Il Capitano del Popolo e gli Anziani, infine, vigilavano per tutelare gli interessi dei popolani dinanzi ai ceti più abbienti, operando per arginare preferenze e privilegi. Tutte personalità oggi puntualmente riproposte e rappresentate nella delegazione pisana. Ma più di ogni altra figura doveva spiccare Kinzica de' Sismondi, l'eroina pisana che avrebbe salvato Pisa dall'invasione saracena nel 1004, attorno alla quale fu stabilito di incentrare la rappresentanza pisana.
In previsione della prima regata del 1956, nell'ottica di offrire la migliore immagine in Italia come nel
mondo, gli organizzatori si impegnarono alacremente nello studio e nella realizzazione dei costumi, così
come nella selezione dei figuranti.
Gli abiti di Genova, Pisa e Venezia costituirono il risultato dell'impegno di un manipolo di studiosi nonché di preparati storici, stilisti e sarti teatrali capitanati dal prof. Piero Sanpaolesi, già Sovrintendente alle Belle Arti di Pisa, che disegnò i bozzetti dei costumi, fatta eccezione per quelli di Amalfi predisposti dall'artista Roberto Scielzo.
La selezione dei figuranti pisani della prima edizione del 1956 fu particolarmente accurata. I numerosi manifesti affissi in città ed i molteplici appelli sui quotidiani locali attirarono un vero e proprio stuolo di volenterosi candidati ai diversi ruoli. Per il Comitato cittadino particolarmente difficile si rivelò la scelta per rappresentare i personaggi ricoprenti le alte cariche della antica Repubblica pisana, orientandosi - così come espressamente richiesto dal bando di arruolamento - verso «...elementi delle nobili famiglie pisane e coloro che per censo e titoli accademici o cavallereschi potevano concorrere a conferire la dovuta importanza alla grande manifestazione».
Così il ruolo di Sergente venne ricoperto dal dott. Fernando Giovannini, quello di Podestà dal conte
Buschetto Roncioni, quello di Capitano dei Giudici dal N.H. Guerrazzo Guerrazzi, di Capitano del
Popolo dal conte dott. Lodovico Inghirami, di Ammiraglio della flotta dal conte Pier Antonio Curini
Galletti, di Consoli del Mare dal conte Giovanni Curini Galletti e dal dott. Piero Cilotti.
Anche per la scelta di Kinzica la selezione si rivelò piuttosto impegnativa, prevalendo la bellezza
indiscussa della Miss Pisa al tempo, Franca De Renzi.
Alle ore 15 del 1 luglio 1956 fu, dunque, stabilito l'orario per il ritrovo dei figuranti, presso la sede della
“Gioventù Italiana” in Via Bovio, sede di vestizione nell'occasione. Ai figuranti prescelti vennero
imposte regole ferree, volte ad arginare eventuali personalismi ed eccessi che la ribalta del corteo poteva
avere. Degli stessi, gli accompagnatori dovevano sorvegliare il contegno ed il portamento, affinché
fosse consono al carattere e all'importanza della manifestazione, così come dovevano prestare
particolare attenzione affinché lo sfilare dei figuranti non venisse disturbato da fotografi, venditori
ambulanti e spettatori che, attraversando le formazioni dei cortei, potevano alterare la compostezza del
corteo, potendosi finanche avvalersi, ove necessario, dell'ausilio della forza pubblica. Tutto fu curato
nel minimo dettaglio, compresa la presenza di personale specializzato sul posto quali sarti, calzolai,
fabbri, sellai e truccatori, tutti messi a disposizione dei personaggi per le eventualità del caso. Anche i
vogatori non furono esentati dal rigido protocollo ufficiale: dopo l'arrivo, il conseguente annuncio della
classifica ufficiale ed il lancio delle quattro fumate con i colori delle barche classificate, alle
imbarcazioni fu raccomandato di schierarsi al centro del Fiume dinanzi alla tribuna della autorità e, ad
un segnale prestabilito, alzare contemporaneamente i remi in posizione verticale in segno di saluto,
abbassandoli poco dopo.
Attraccate alla riva le imbarcazioni, i soli capi-voga salirono fino alla tribuna delle autorità e, schierati
in ordine di arrivo nel posto a loro riservato, ricevettero i premi direttamente dalle mani del Presidente
della Repubblica Gronchi, affiancato nell'occasione dal Ministro della Marina Mercantile Gennaro
Cassiani.
Risultò un'edizione memorabile, così come gli organizzatori avevano pianificato. Un grande successo
che inaugurò un evento unico ed importante, che abbraccia ogni anno tutta l'Italia da oltre mezzo
secolo.
La Regata negli anni: breve memoria delle partecipazioni in Italia e all'Estero
L'impatto emozionale, cromatico e sonoro che hanno circa 320 figuranti provenienti dalle città un tempo Repubbliche marinare, che richiamano diverse esperienze storiche, una nel nord est dell'Italia, l'altra nel nord ovest, una terza al centro e un'altra ancora nell'Italia meridionale, è sempre stato il miglior biglietto di presentazione dell'Italia intera, in ogni occasione in cui la Regata ha potuto fare mostra di sé, anche come occasione di recupero di legami storici sbiaditi dal tempo fra le quattro Repubbliche e con le altre città italiane.
Con la proposizione di figure storiche che sfilano si assiste ancora oggi alla sintesi di culture, di valenze
acquisite in commerci e lunghi viaggi, di conquiste e di esercizio dell'arte della guerra; di apparati
organizzativi avanzati per il tempo che rappresentano e che contribuirono allo sviluppo della civiltà
mediterranea del medioevo e che rivivono ai giorni nostri grazie all'impegno e alla dedizione di
figuranti, vogatori ed organizzatori.
Un simbolo invero già presente dall'immediato dopoguerra sulle bandiere della nostra Marina Militare e della Marina Mercantile, ove sono rappresentati gli stemmi di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia.
Si ammirano così, a rotazione in ciascuna Repubblica marinara, notabili con sontuosi costumi, armigeri
con balestre, archi e faretre, spade, lance e scudi; marinai con pugnali e vogatori con remi da parata, ma
anche dame che conferiscono un doveroso richiamo di grazia e bellezza delle proprie terre.
Un equilibrato connubio di elementi e di costumi che ha avuto occasione, nel tempo, di dare sfoggio di
sé in Italia come all'estero, valicando confini e segnando il passaggio in tre continenti e cinque Stati, sia
che si trattasse di regate straordinarie sia di semplice rappresentanza di figuranti in costume.
Ebbene, dopo la straordinaria edizione del 1956 e guadagnata la ribalta nazionale, ben presto la Regata delle Repubbliche Marinare attraversò l'Atlantico fino agli Stati Uniti, giungendo fino a New York City: nel 1959, infatti, in occasione del 350esimo anniversario dell'esplorazione di Manhattan da parte di Henry Hudson, a seguito di ufficiale richiesta, i costumi delle Repubbliche Marinare eccezionalmente furono indossati da connazionali emigrati sfilando nel cuore della City, a Manhattan, lungo la fifth Avenue.
Anni dopo, nel 1975, su invito del Ministero della Marina Mercantile, una delegazione con i costumi
delle Repubbliche Marinare venne poi incaricata di rappresentare l'Italia alla Mostra Oceanografica
Internazionale che si tenne ad Okinawa in Giappone.
Nel 1983, grazie all'aiuto del Presidente dell'Ente Provinciale del Turismo, prof. Filippo Motta, si assistette ad un evento di primaria importanza, soprattutto sportivo: a Londra, sulle acque del Tamigi si
svolse un'edizione straordinaria della Regata, preceduta dalla sfilata dei costumi indossati, nell'occasione, dalla comunità italiana a Londra. Le prime due classificate della regata fra Amalfi,
Genova, Pisa e Venezia si contesero l'onore della vittoria contro gli equipaggi di Oxford e Cambridge.
La gara assoluta venne vinta da Venezia.
Ancora, a distanza di quasi trent'anni, nel 1998 e poi ancora nel 2010, una folta rappresentanza di
figuranti della Repubblica pisana è stata ospite della settimana medievale sammarinese, un importante
evento, ben organizzato. Nella prima delle due occasioni il Galeone di Pisa venne esibito in Piazza della
Libertà, nel cuore della Repubblica di S. Marino, in vetta al Monte Titano, con notevole impegno e capacità logistiche del personale degli uffici comunali pisani. Nel corso della settimana un manipolo di
fanti pisani fu preposto a presidiare il Galeone pisano, svolgendo impeccabilmente funzioni di vero e
proprio picchetto, con impegno e serietà tali da far guadagnare alla delegazione pisana i complimenti
della Gendarmeria Sammarinese Nel 1999, anche grazie all'impegno dell'azienda di Promozione
Turistica di Pisa (del Presidente di allora, comm. Antonio Veronese, e del Direttore, dott. Umberto
Ascani), la Regata è stata uno degli eventi clou del giubileo di principato di Ranieri III Principe di
Monaco. I quattro equipaggi al gran completo ed una folta rappresentanza di figuranti delle Repubbliche
marinare nell'occasione sfilarono per le vie di Montecarlo, in una trasferta che impegnò un week-end
tanto intenso quanto memorabile. In una giornata di gran caldo, dopo la vestizione dei figuranti presso il
Théâtre Princesse Grace, non mancarono momenti di soddisfazione per l'armo pisano che vinse la Regata straordinaria. Vi furono anche momenti di aggregazione al termine della sfilata con un
improvvisato tuffo collettivo di gran parte dei figuranti nel bacino antistante il porto, ma anche una
piacevole soirée des equipages et figurants cui parteciparono tutte le delegazioni ospiti.
Ma in Italia le vetrine di pari livello non sono certamente mancate, sempre selezionate da parte dei Comitati di Regata e tese a non compromettere l'immagine qualificata dell'evento. Ecco di seguito una succinta, ma pressoché completa, rassegna riepilogativa. A far data dal 1961, a Roma, quando i cortei di Amalfi, Genova, Pisa e Venezia sfilarono per alcune strade della capitale e vennero ricevuti in udienza da Papa Giovanni XXIII. Nel corso dei saluti, il Sommo Pontefice espresse parole di compiacimento per la Regata, a distanza di cinque anni da quando ne aveva benedetto le imbarcazioni quale Patriarca di Venezia. Nello stesso anno in tutta Italia si celebrò il centenario dell'Unità d'Italia. Per gli organizzatori dei festeggiamenti non vi fu modo migliore di celebrare l'anniversario che organizzare un'edizione speciale della Regata sul Po a Torino, preceduta dalla sfilata delle rappresentanze delle quattro Repubbliche all'interno del Parco del Valentino. Si trattò solo dell'inizio di una lunghissima serie di uscite accumulate poi negli anni in Italia: fra queste, nel 1985 a Riposto (Catania) e ad Alba (Cuneo); nel 1987 a Palermo in occasione della Festa di S. Rosalia; nell'1988 a Bari per i 700 anni della traslazione in città dei resti mortali di S. Nicola patrono della città e protettore dei naviganti. Ancora, la Regata straordinaria a Marina di Pisa (1991) e la partecipazione alle c.d. Colombiadi nel 1992, le celebrazioni della città di Genova per festeggiare al meglio il quinto centenario della scoperta dell'America.
Gli anni novanta del XX secolo si caratterizzarono per un'ulteriore intensificazione delle uscite in tutto il territorio nazionale: nel 1992 ad Agrigento e a Solopaca (Benevento). Nel 1993 vi furono ancora uscite a Noli (Savona) e Siracusa.
Un anno straordinario il 1993, che culminò con l'abbinamento della Regata alla lotteria nazionale da
tempo inseguito: spettò al Presidente dell'Azienda Provinciale del Turismo di Pisa, dott. Osvaldo Tozzi
l'annuncio ufficiale. La Lotteria mise in palio il premio di due miliardi di lire abbinato all'equipaggio
vincitore della Regata.
Furono soprattutto anni di benessere, gli anni '90: si realizzarono divise personalizzate da rappresentanza per tutti i figuranti, si intensificarono le trasferte, si assistette sempre più frequentemente ad uscite separate delle quattro delegazioni per promuovere l'evento ufficiale, si realizzarono soprattutto nuove imbarcazioni in vetroresina. A quel tempo entrare a far parte del gruppo, per divertirsi e orgogliosamente rappresentare la propria città in ogni occasione, diventò un obiettivo diffuso e assai ambito fra i cittadini. La Regata torna così alla grande ribalta nazionale, con uno stand dedicato presso la Borsa Internazionale del Turismo di Milano “presidiato” dai fanti della Repubblica Pisana, con apparizioni anche televisive promozionali: Gerry Scotti, il noto presentatore TV, ospita su Canale 5 una delegazione di figuranti per promuovere la manifestazione e Pippo Baudo, sulla RAI, dedica un ciclo di quattro trasmissioni all'evento; nel 1995, una rappresentanza di figuranti della Repubblica pisana è presente a Livorno in occasione della diretta della trasmissione televisiva di beneficienza “Telethon”.
Dopo allora sono seguite altre trasferte, a Vitorchiano (VT) e a Prato nel 1995; ad Ancona nel 1996 e nel 2000 a Meta di Sorrento (Napoli).
A cavallo del nuovo millennio, la gestione della Regata, a Pisa, dopo decenni, passa di mano,
dall'Azienda di Promozione Turistica all'Amministrazione Comunale. La “nuova gestione” fu
inaugurata con la trasferta ad Iglesias (Cagliari) e nel 2002 una delegazione pisana partecipò per la
prima volta alla “Festa della Toscana” a Grosseto e nello stesso anno Olbia ospitò una Regata
straordinaria.
Nel 2002 Pisa ospita la Regata: l'organizzazione, per la prima volta curata dall'Amministrazione
Comunale, fu capillare e trascinò sui lungarni oltre centomila persone che si assieparono lungo tutto il
percorso di sfilata per sostenere l'armo rosso.
Successivamente, dopo la trasferta a Popoli (Pescara) del 2003, nel 2005 la tradizione di cui la Regata
ne è testimonianza si sposò con la massima espressione sportivo-marinara dei giorni nostri: l'America's Cup. Ebbene, in occasione delle sfide preliminari di qualificazione della più importante competizione velica al mondo, una delegazione di figuranti della Repubblica pisana sfilò per le vie della città e concluse il proprio percorso salendo a bordo della nave scuola della Marina Militare “Amerigo Vespucci”. Ma il 2005 fu soprattutto l'anno del “giubileo” della Regata, la cinquantesima edizione, ed i “maestri” amalfitani confezionarono un'edizione davvero memorabile. Si trattò di un'importante occasione per fare il bilancio della Regata negli anni, indubbiamente caratterizzato da positivi riscontri. Una grande festa quella organizzata ad Amalfi, caratterizzata da un notevole successo di pubblico e di coinvolgimento nelle quattro città. Moltissimi gli eventi culturali, gastronomici, turistici. Straordinari, in particolare, si ricordano i fuochi d'artificio conclusivi dei festeggiamenti, sparati dalle piattaforme allestite sullo specchio di mare antistante la cittadina della Costiera.
Dopo che nel 2006 una ristretta delegazione pisana è presente a Carini (Palermo), nel 2009 vi furono altre uscite: a Verona, in occasione del “VinItaly”, la grande kermesse internazionale enologica, presso lo stand della provincia pisana per promuovere il territorio pisano; a La Spezia, per la “Festa della Marineria”, arricchita da una Regata straordinaria, disputata nelle acque antistanti la passeggiata Morin e, poche settimane dopo, una delegazione di figuranti della repubblica pisana e genovese sfilò a Portovenere (La Spezia), ricordando i tempi in cui il paese si trovava al centro di aspre battaglie e contese fra le due Repubbliche marinare.
Più recentemente, nell'aprile del 2011, ancora fuori dai rispettivi confini regionali, a Gaeta (LT),
altra importante Repubblica marinara dei tempi medioevali, è stata disputata una Regata
straordinaria nell'ambito dello “Yacht Med Festival”, rimasta però senza un vincitore. Probabilmente un presagio di quanto sarebbe occorso pochi mesi dopo a Venezia, per la 56^ Regata delle Antiche Repubbliche Marinare. Per la prima volta assoluta, infatti, la Regata è rimasta senza un vincitore della competizione, dopo la squalifica degli equipaggi di Pisa, Amalfi e Genova ed il
“grande rifiuto” di Venezia, quarta classificata, di vedersi assegnata a tavolino la vittoria. Più
recentemente, si sono disputate alcune edizioni straordinarie delle Regata (ad Olbia e Pisa) ed una
rappresentanza della Repubblica Marinara ha partecipato alla “bravade” a S. Tropez, città gemellata
con Pisa.
La Regata oggi
Pare indubbio che si assista oggi ad una Regata che è cambiata rispetto alle origini.
Pur consolidata nel tempo la formula dell'evento, sostanzialmente lasciati invariati i costumi (ove non
sostituiti solo per l'usura del tempo), molti sono gli spunti di novità dal punto di vista organizzativo ed
agonistico remiero.
A titolo esemplificativo, parrebbe difficile riproporre oggi la regola (mantenuta a lungo) per cui la città ospitante secondo l'ordinario turno di rotazione provvedeva a predisporre tutti i servizi logistici (alloggio e vitto) per le delegazioni ospiti. I primi anni quasi epiche erano poi le trasferte in treno da una parte all'altra dell'Italia.
Così, dal punto di vista sportivo, nel dare oggi uno sguardo al primo regolamento tecnico approvato per
certi versi sembra quasi fare un tuffo in epoche lontane. Si tenga conto, ad esempio, di alcune regole che
apparirebbero ora come eccessive, quasi superate: una su tutte che gli equipaggi dovessero sfilare in
parata davanti alla giuria prima della Regata e che i vogatori ed i timonieri fossero tenuti ad indossare
durante la Regata una vera e propria divisa, composta da calzari e sandali, calzoni corti del colore della
maglia leggera con manichette e stemma della città sul petto arricchita da una fusciacca in seta di vario
colore con frangia d'oro trasversale sul busto.
Per altro verso il regolamento di Regata è rimasto nel tempo sostanzialmente invariato. Alla gara
prendono parte ancora oggi quattro equipaggi composti da otto vogatori e un timoniere che, tuttavia, dal
2004 per metà sono atleti provenienti dalle rispettive regioni e per l'altra metà da atleti provenienti dalle
rispettive province di appartenenza. Gli armi dei vogatori sono oggi composti pressoché ormai
stabilmente da professionisti e campioni di canottaggio, spesso olimpionici.
Per garantire maggiore efficienza e leggerezza in acqua, le imbarcazioni che si sfidano, un tempo costruite in legno, oggi sono realizzate in vetroresina, con gli stessi parametri strutturali, sottoposte a verifiche preliminari di peso che, a vuoto e compresi gli accessori, ad eccezione dei remi, non deve superare i 760 chilogrammi.
Ogni imbarcazione deve essere poi riconoscibile attraverso i colori e le polene, ovvero dalle sculture poste sulle rispettive prue che raffigurano un animale simbolo di ciascuna città, con un proprio significato storico: Amalfi, di colore azzurro, con il cavallo alato; Genova, di colore bianco, con il drago; Pisa, di colore rosso, con l'aquila; Venezia, di colore verde, con il leone alato.
La città vincitrice della Regata riceve, quindi, in premio un trofeo in oro ed argento che rappresenta un
galeone a remi sorretto da quattro ippocampi, al di sotto del quale compaiono gli stemmi delle quattro
Repubbliche Marinare, che la stessa Repubblica Marinara detiene per un anno, fino alla nuova messa in
palio nell'edizione successiva.
Altra novità degli ultimi anni, l'evento è stato disputato ogni anno il 2 giugno (o comunque nei giorni
vicini), giorno di festa nazionale in cui si celebra la nascita della Repubblica Italiana.
Il tempo ben poco ha potuto affinché le due realtà, gruppo dei figuranti e armi del vogatori, si avvicinassero alla Regata seguendo percorsi fra loro vicini: fatta eccezione per casi sporadici, infatti, figuranti e vogatori della stessa Repubblica non si conoscono affatto. Ma la solidarietà, il tifo quasi “da stadio” che si solleva in occasione del tradizionale appuntamento con la presentazione degli equipaggi il giorno prima della Regata e nelle ultime palate di remo delle regate, sono gli stessi di chi condivide l'intento di rappresentare al meglio i propri colori, la propria città.
Indubbiamente vi è stata un'evoluzione che ha seguito i tempi, che ha permesso alla Regata di adattarsi e rinnovarsi e, per alcuni versi, di migliorare grazie ai moltissimi protagonisti ed organizzatori che si sono avvicendati negli anni, contribuendo con impegno, competenza e passione affinché la stessa si rinnovasse.
Ferma restando la necessità di porre alcuni marginali ed ulteriori correttivi, se molto è cambiato nella
forma, nella sostanza però lo spirito è rimasto quello originale: ancora a tratti vi è sprezzante sfottò fra i
figuranti delle rispettive Repubbliche e fra i vogatori dei quattro armi, impegnati a sostenere il proprio
primato storico e sportivo; ancora sono diffusi gli scherzi fra i figuranti, al limite della goliardia; per chi
ha avuto esperienza diretta, vi è sempre emozione nell'incedere in Piazza San Marco, nell'attraversare
Piazza De Ferrari a Genova, nel discendere la scalinata del Duomo di Sant'Andrea ad Amalfi e ancor di
più nel percorrere i lungarni pisani, accompagnati da suoni di tamburi e chiarine di tempi passati,
rappresentando con orgoglio la propria città con la sua storia.
Tutt'oggi la Regata, da un lato, è un momento in cui si fa appello ai cittadini per onorare la propria città,
da secoli legata alla civiltà e alla cultura; dall'altro, è l'occasione in cui le quattro città - antiche
Repubbliche marinare vengono ricompensate con la pronta disponibilità di volontari che, come nel caso
di Pisa, danno prova di attaccamento alla propria città e che sono oggi affiancati da pisani di seconda
generazione o da persone nate fuori città ormai integrate nel tessuto sociale cittadino e partecipi delle
tradizioni storiche A distanza di quasi venti anni, la Regata è, dunque, occasione di socialità fra figuranti e popoli, come ebbe occasione di ripetere più volte la Presidente dell'Ente Provinciale del Turismo, prof. Giuliana Berti, in cui «le trasferte, i momenti comuni di gioia e allegria, unitamente alla serietà e alla solennità con cui i cortei delle repubbliche si presentano al pubblico nella consapevolezza di celebrare un rito antico».
Una direzione ben precisa e inequivocabile che occorre rammentare e che assicurerà alla Regata delle
Antiche Repubbliche marinare un futuro ed una continuità di successo.
Amalfi
3 rematori; 10 valletti ed il gonfaloniere; 5 trombettieri; console della Repubblica; 3 paggi del console; 2
giudici; console del mare; 2 ambasciatori; il Duca; 2 paggi del duca; 4 cavalieri; 6 alfieri; 4 dame e 4
cavalieri della corte; lo Sposo e la Sposa; 6 paggi; 4 timpanisti; il navarca; 9 marinai; 9 arcieri.
Genova
1 gonfaloniere e 2 mazzieri; 3 alfieri; 3 capitani; alfiere con la bandiera di San Giorgio; 6 trombettieri;
alfiere con la bandiera di Genova; 6 tamburini; armato di spadone; 3 portacatino; l'alfiere con la
bandiera dell'Embriaco; il paggio portaspadone dell'Embriaco; l'Embriaco; 3 alfieri; 3 capitani;
Caffaro; 3 armati di spada; 8 nobili e 8 nobildonne; 2 balestrieri; 12 popolane e popolani; 2 balestrieri; 3
rematori; 6 armati di lancia.
Pisa
portagonfalone; 2 scorta del gonfalone; 3 vogatori di parata; 8 trombettieri; 8 tamburini; sergente; 12
fanti; 3 famuli; il podestà; il capitano dei giudici; 2 senatori; 2 anziani; l'ambasciatore; Capitano del
popolo; il Console dei mercanti; 2 Priori delle Sette Arti; 4 alfieri; Kinzica de' Sismondi; 8 damigelle di
Kinzica; l'ammiraglio della flotta; 2 consoli del mare; 1 patrono; 2 comiti; 12 marinai.
Venezia
3 stendardi; 4 nobili; 4 tamburi; 6 trombettieri; 8 gonfaloni; 10 senatori; portacorno; il Doge e
portaombrello; 2 paggi; portastocco; 4 ambasciatori orientali; 8 dame; la regina di Cipro Caterina
Cornaro; 6 delegati ciprioti; il Capitano da mar; 8 armati.
Bibliografia
P. Gianfaldoni, La Regata delle quattro Repubbliche marinare, con illustrazioni di Mauro Da Caprile, ed. Felici, Pisa 1987.
R. Balestri, R. Bernardini, P. Gianfaldoni, 32esima Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, Numero unico, Pisa 1987.
P. Gianfaldoni, Le Antiche Repubbliche Marinare: le origini, la storia, le Regate, ed. CLD,
Pontedera (PI) 2001.
G. Gargano, 50esima Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, Numero unico, Centro di
Cultura e Storia Amalfitana, Amalfi (SA) 2005.
A. Giuntini, Galeone Rosso. Le Regate delle Repubbliche Marinare. 50 anni di storia, Felici
Editore, Pisa 2007
S. Gianfaldoni, “I Colori del Giugno Pisano” a cura di Alberto Zampieri, ETS edizioni Pisa per conto della redazione pisana del quotidiano “La Nazione”, Pisa 2013