Regata delle Repubbliche Marinare
Regata delle Repubbliche Marinare
di Renato Mariani Pisano
La Regata delle Antiche Repubbliche Marinare (o Palio delle Antiche Repubbliche Marinare) è una manifestazione storica e sportiva, con lo scopo di rievocare le imprese di quelle Repubbliche, che nel basso Medioevo occuparono con la propria presenza l'intero Mediterraneo. Veramente le cosiddette Repubbliche Marinare, cioè Pisa, Amalfi, Genova e Venezia, erano di più; tale definizione potrebbe infatti essere estesa a numerose città costiere italiane (Noli, Ancona, Gaeta etc.) che tra il X e il XIV secolo prosperarono per la propria intraprendenza militare e commerciale, oltre alla loro autonomia politica, ma generalmente tale definizione è riferita principalmente alle città più potenti. L'evento si svolge ogni anno nel mese di giugno ed è ospitato a rotazione dalle quattro città. La regata è preceduta da un corteo storico, durante il quale sfilano per le strade della città organizzatrice i figuranti in costume.
L'ideatore di questa spettacolare manifestazione storica è stato Mirro Chiaverini alla fine degli anni ‘40 a Pisa. Il Chiaverini, cultore di storia cittadina, ottenne subito il favore di un gruppo di appassionati Pisani come Carlo Vallini, Presidente dell'Azienda di Promozione Turistica Pisana e del suo Direttore Luciano Chiti. L'idea entusiasmò anche il Sindaco di Amalfi Francesco Amodio e altri personaggi amalfitani. Questi si attivarono con i colleghi di Genova e Venezia, riuscendo a coinvolgerli nella realizzazione della Regata. Forse il Chiaverini per la sua brillante idea, come ipotizza U. Ascani, prese spunto dal fatto che, dopo il varo della nuova Repubblica Italiana, il Ministero delle Poste celebrò l'avvenimento (31 ottobre 1946) con l'emissione di una bella serie di otto francobolli, da 1 a 20 lire, rievocativi delle Repubbliche medievali. Inoltre l'Ascani scrive: “La manifestazione proposta dal geniale Pisano consisteva nella rappresentazione di un fatto singolare ed importante per ciascuna delle quattro città marinare, mediante la costituzione e lo sfilamento di un gruppo di figuranti nei costumi d'epoca; il tutto seguìto da una competizione remiera su imbarcazioni, che ricordassero in piccolo le tradizionali “galee” o galere, che svolgevano sui mari traffici e talvolta scontri con i popoli rivieraschi ...(del Mediterraneo). Costruire dal nulla gli atti amministrativi pubblici per la formazione di un Ente Regata, i disegni dei costumi da rilevarsi su antichi documenti e realizzare finalmente le imbarcazioni non fu cosa facile e solo nel 1955 si giunse a concretizzare l'iniziativa nei suoi aspetti formali e completi.”
Il prologo della regata e il corteo storico si svolsero a Genova nel giugno 1955. La regata fu organizzata su gozzi genovesi (4 vogatori e 1 timoniere) e all'arrivo fu prima Genova, seconda Venezia, terza Pisa, quarta Amalfi. Dopo questa prova generale, il 10 dicembre 1955 nel Salone Morelli di Palazzo San Benedetto ad Amalfi furono firmati l'atto costitutivo ed il regolamento generale, con rogiti del notaio Matteo Pisani. Sottoscrissero l'atto il Sindaco Renato Pagni ed il Presidente E.P.T. Carlo Vallini per Pisa, l'Avv. Bottiglieri Presidente dell'E.P.T. di Salerno, che insieme con il collega Pisano dichiarò di rappresentare anche i Presidenti degli Enti Turistici di Genova e Venezia. Una procura speciale fu rilasciata dal Sindaco di Genova Pertusio all'Assessore Luigi Grondona, mentre il Sindaco di Venezia, per un contrattempo, non fu presente, pur avendo pienamente aderito all'iniziativa. Costituito il primo Comitato Generale, furono scritti i criteri per la composizione dei quattro Comitati Cittadini, i cui membri dovevano essere designati dai Sindaci come Magistrati della Regata garanti della continuazione della stessa. (Nel 1998 iniziò un'operazione di revisione degli atti, per andare alla stipula di un nuovo atto pubblico aggiornati con i tempi).
La prima regata si svolse a Pisa il 1^ luglio del 1956 alla presenza del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi e del Ministro della Marina Mercantile Gennaro Cassiani e di numerose Autorità italiane e straniere, tra le quali i rappresentanti della città di Barcellona, di antica tradizione marinara e la sola che conservi, nelle dimensioni originali, un'antica galea. Alla gara presero parte 4 equipaggi, ognuno composto da 8 vogatori e un timoniere, più alcune riserve. Da allora ogni anno la manifestazione si è ripetuta a turno; il campo di regata è variabile a seconda delle città ospitanti su una lunghezza di 2 o 1,5 km. I luoghi sono: la laguna di Venezia, il bacino portuale di Genova, il fiume Arno a Pisa e lo specchio di mar Tirreno di fronte alla Costiera Amalfitana.
Le imbarcazioni, disegnate da Alvio Vaglini e progettate da Giovanni Giuponi su modelli del XII secolo e costruite dalla Cooperativa Gondolieri di Venezia, furono varate il 9 giugno 1956 sulla Riva dei Giardini Reali, con la benedizione del Patriarca di Venezia Angelo Roncalli, poi papa Giovanni XXIII. Dal 1995 le nuove imbarcazioni, costruite dai Cantieri Nautica di Roncade, sono in vetroresina del tipo ad otto vogatori con timoniere e sono uguali per sagomatura, struttura degli scafi, timoni e sovrastrutture. Le imbarcazioni hanno i sedili fissi, misurano circa 12 metri di lunghezza e il loro peso minimo è di 760 chilogrammi. Gli equipaggi, che indossano i costumi con i colori delle rispettive Repubbliche, sono formati da quattro vogatori che debbono essere nati nella città per la quale gareggiano e quattro che devono risiedere nella regione da almeno dieci anni. Ogni imbarcazione presenta il castello a poppa con la bandiera di ciascuna repubblica e una polena a prua; è riconoscibile dai colori con cui è dipinta e dalle polene, sculture lignee (ora anch'esse in vetroresina) come quelle più grandi poste all'estremità prodiera dello scafo dei velieri rappresentanti figure mitiche o allusive al nome della nave. Questi elementi raffigurano l'animale simbolo di ciascuna città, l'imbarcazione di Amalfi è identificata dal colore azzurro e dal cavallo alato (uno dei simboli più utilizzati, insieme alle sirene, nelle galee medievali amalfitane); quella di Genova dal colore bianco e dal drago (riconducibile a San Giorgio, che uccise di un drago in Libia e che, al tempo della Prima Crociata, durante l'assalto finale alla città di Gerusalemme apparve ai genovesi, con una armatura bianca con una croce rossa. Da allora la sua figura spiccò sempre sulle bandiere militari e ogni volta che un capitano di galea partiva per un combattimento gli veniva consegnato un vessillo con l'effige del santo); quella di Pisa dal colore rosso e dall'aquila che simboleggia l'antico legame tra la Repubblica Pisana e l'Impero; quella di Venezia dal colore verde e dal leone alato (raffigurazione simbolica dell'evangelista San Marco, patrono della città, la cui salma fu trasferita da Alessandria d'Egitto a Venezia da due mercanti veneziani. Il leone alato di solito è rappresentato con un'aureola, una spada e un libro sotto la zampa anteriore destra).
La città vincitrice della Regata riceve in premio un trofeo realizzato dalla Scuola Orafa Fiorentina in oro e argento, che rappresenta un galeone a remi (come quello usato per la gara) sorretto da quattro ippocampi, al di sotto del quale compaiono gli stemmi delle quattro Repubbliche Marinare. Essa lo detiene per un anno, fino alla nuova messa in palio nell'edizione successiva. Sulla base del trofeo, inoltre, viene apposta di anno in anno una medaglia con il simbolo della città vincitrice della Regata; pertanto vi sono tante medaglie quante edizioni disputate.
Per gli amanti delle statistiche fino alla 61^ Regata (la 56^ è stata annullata):
Pisa, su 8 primi posti, ha vinto 3 volte a Venezia, 3 in casa, 1 ad Amalfi e 1 a Genova
Amalfi, su 11 primi posti, ha vinto 5 volte a Pisa, 4 in casa,1 a Genova e 1 a Venezia
Genova, su 8 primi posti, ha vinto 3 volte a Pisa, 3 in casa, 2 a Venezia e nessuna ad Amalfi
Venezia, su 33 primi posti, ha vinto 10 volte ad Amalfi, 10 a Genova, 8 in casa e 5 a Pisa.
Il corteo storico è composto da circa 320 figuranti suddiviso in 80 membri per ogni Repubblica. Quello di Pisa evidenzia le varie fasi evolutive del Comune Pisano, rappresentate dai consoli, dal podestà, dal capitano del popolo. Il corteo è inoltre costituito da armati, recanti il simbolo imperiale dell'aquila nera in campo oro, marinai, trombettieri e timpanisti. La figura più importante, anche se leggendaria, è Kinzica de' Sismondi l'eroina che intorno all'anno mille salvò la città da una incursione notturna dei Saraceni. Si narra che la ragazza in piena notte si accorse dell'arrivo nemico, si diresse verso la piazza delle Sette Vie (oggi ribattezzata ai Cavalieri dell'Ordine di Santo Stefano) e qui suonò ripetutamente la campana della Torre. I pochi Pisani presenti (la maggioranza erano a Reggio Calabria proprio per strapparla ai saraceni), svegliati dall'improvviso suono, si armarono e cacciarono Musetto dalle rive dell'Arno.
Il corteo di Venezia mostra l'organizzazione politico-amministrativa dell'oligarchia mercantile che reggeva le sorti dello Stato; sfilano in tal modo il Doge, i Senatori, gli Ambasciatori, il Capitano de Mar, comandante della flotta. La parte iniziale del corteo, formata da nobili, tamburini e trombettieri, mette in evidenza il “vessillo di San Marco”, donato a Venezia nel 1171 da Papa Alessandro III quale segno di gratitudine per aver svolto una funzione mediatrice tra Papato, Impero e Comuni. Segue Caterina Cornaro (nobildonna veneziana vedova di Giacomo Lusignano dal quale aveva ereditato il regno di Cipro) che sbarca in Laguna accolta dal Doge e dal popolo nella sua patria, alla quale cede nel 1489 la signoria di Cipro.
Il corteo di Genova rievoca l'età consolare della repubblica ligure, prima cioè dell'avvento dei dogi e la trasformazione in una sorta di monarchia aristocratica e mercantile. La figura centrale del corteo è Guglielmo Embriaco (ricordato da Torquato Tasso nel suo poema epico cavalleresco, Gerusalemme Liberata) detto “Testa di maglio”, condottiero genovese che guidò le navi della repubblica all'assedio di Gerusalemme e alla conquista di Tiro e Cesarea durante la Prima Crociata (1096/1099). In quella circostanza egli portò a Genova il Sacro Catino che, secondo la leggenda, sarebbe stato utilizzato nel corso dell'Ultima Cena da Gesù e dagli Apostoli. Altra figura di rilievo è infine Caffaro di Caschifellone, l'annalista che rievocò le imprese dell'Embriaco, narrando le sue spiccate doti di strategia militare e di inventore di congegni bellici utilizzati per espugnare la Città Santa.
Il Corteo di Amalfi, ideato dallo scenografo Roberto Scielzo, rappresenta la società amalfitana negli anni intorno al Mille, quando la repubblica marinara campana aveva raggiunto il massimo apogeo. I costumi, di stile arabo-bizantino, sono confezionati mediante le stoffe pregiate di seta, lino, broccato, damasco importate dall'impero d'Oriente. Nel corteo sono presenti i rappresentanti delle varie classi sociali: le magistrature, tra cui il duca, i giudici, il conte di palazzo, i consoli; i militari, con i cavalieri della corte ducale, i cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, gli arcieri; il popolo, con i marinai ed i rematori. Figura centrale per Amalfi è il Duca, quale supremo rappresentante della Repubblica, che riflette le tradizioni normanne e bizantine ed è seguìto dai Cavalieri di Gerusalemme, che si dice avessero costituito il famoso Ordine ospedaliero gerosolomitano di S. Giovanni, poi detto di Rodi ed ora Sovrano Militare Ordine di Malta. Altro elemento del corteo sono le nozze, avvenute nel 1002 fra Sergio, primogenito del Duca Giovanni I, e Maria figlia del Principe longobardo di Capua e Benevento. I cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, il cui costume è divenuto francobollo nazionale, rievocano infine il fondatore del Sovrano Ordine Militare, diventato poi di Rodi e quindi di Malta, Fra Gerardo Sasso di Scala.
I quattro “galeoni”, nonostante le rilevanti dimensioni (12 metri di lunghezza) e peso (circa 750 kg.) hanno partecipato a trasferte in occasione di alcune edizioni straordinarie della regata:
il 2 luglio 1961, a Torino, sulle acque del Po, per il centenario dell'Unità d'Italia. La gara vide vincitrice Genova, seguita da Amalfi, Venezia e Pisa;
il 23 luglio1983, a Londra, sulle acque del Tamigi, ebbe luogo una edizione straordinaria della Regata. Nella circostanza i costumi sono indossati dalla comunità italiana residente nella capitale inglese. La gara con le nuove imbarcazioni si svolge in due tempi: la prima parte vede impegnate le quattro città marinare (Amalfi, Genova, Pisa e Venezia) quindi le prime due classificate sfidarono successivamente gli equipaggi di Oxford e Cambridge. La Regata fu vinta da Venezia davanti ad Amalfi, Cambridge e Oxford;
nel 1988, a Bari nella ricorrenza della traslazione dei resti mortali di S. Nicola;
nel 1991, a Marina di Pisa, in occasione della rievocazione storica della battaglia della Meloria;
nel 1993, a Noli e a Siracusa, entrambe vinte dall'equipaggio genovese;
nel 1999, a Monte Carlo, nell'ambito dei festeggiamenti per il cinquantenario del regno di Ranieri III di Monaco. A questa edizione partecipò un equipaggio di vogatori monegaschi;
nel 2000, a Meta di Sorrento, per la rievocazione storica dello sbarco delle flotte saracene;
il 13 giugno 2009, a La Spezia, all'interno degli eventi della Festa della Marineria, nelle acque antistanti la passeggiata Morin, fu vinta da Genova, seguita da Venezia, Pisa e Amalfi;
il 16 giugno 2011 nel golfo di Gaeta, in occasione dello Yacht Med Festival con Genova al primo posto, seguita da Amalfi, Pisa e Venezia;
il 26 marzo 2017 a Pisa in occasione del Capodanno Pisano, anteprima della Regata della 62^ edizione del 18 giugno. Vinse Pisa davanti a Genova, Venezia e Amalfi.
Per ragioni logistiche talvolta si sono spostati soltanto i figuranti con i loro costumi:
nel 1959 a New York proprio nel centro di Manhattan, quando fu inaugurato il ponte dedicato al grande navigatore italiano Giovanni da Verrazzano;
nel 1975 a Tokyo ed Okinawa in Giappone per l'Esposizione Mondiale Oceanografica;
nel 1992 a Solopaca in provincia di Benevento per la Festa dell'uva e ad Agrigento per la Festa del Mandorlo in Fiore;
per manifestazioni varie a Riposto (Catania), ad Alba, a Palermo per la Festa di S. Rosalia.
Con riferimento al corteo Pisano, questo è stato invitato ed ha partecipato, spesso a ranghi ridotti, a manifestazioni a Vitorchiano in provincia di Viterbo, a Prato e Livorno, nonché nel 1997 ad Iglesias in Sardegna, per rinsaldare gli antichi legami di quella città.
Tanto per la cronaca è da ricordare anche che:
nel 1968 la Regata fu svolta ad Amalfi con un anno di anticipo anziché Pisa come era previsto, a causa delle conseguenze dello straripamento del fiume Arno nel novembre 1966;
nel 1969 la Regata si svolge a Pisa in notturna con insolito arrivo di fronte all'antico arsenale Pisano, perché sul tradizionale percorso si trovavano ancora i resti della passarella sostitutiva del crollato ponte Solferino;
nel 1987 Pisa vinse in Arno per la prima volta;
dal 1993 al 1998 la Regata fu collegata ad una lotteria nazionale;
nel 1996 il galeone Pisano vinse una competizione con i fiorentini, in una regata testa a testa in Arno, in prossimità del Ponte Vecchio.