Lo Die di Santo Sisto
Lo Die di Santo Sisto
di Ferruccio Bertolini e Federico Bonucci
Per iniziativa dell’Associazione degli Amici di Pisa, ogni anno dal 1959 la città celebra tale giorno dedicato a San Sisto II papa e martire del secolo III come data memorabile per le varie battaglie, quasi sempre vittoriose, condotte dalla Flotta Pisana nel Medioevo, in un arco di tempo di quasi 300 anni. È Lo Die di Santo Sisto, Dies Memorabilis: festa della riconoscenza e data memorabile della storia pisana.
Teatro della cerimonia è la chiesa di San Sisto in Corte Vecchia, nel cuore della Pisa antica e già in epoca medievale sede di riunioni del Senato della Repubblica Pisana e rogazioni di atti comunali. Fondata nel 1087 per celebrare il santo e in particolare la vittoria contro i saraceni di Al Mahdiya e Zawila, la chiesa romanica di San Sisto è tra le più amate dai pisani proprio per ciò che rappresenta. Ospita al suo interno, oltre a varie pitture e sculture realizzate nel corso dei secoli, anche le bandiere di Pisa e dei quattro quartieri medievali alfei di Ponte, Mezzo, Foriporta e Kinzica; un timone ed un albero d’imbarcazioni trecentesche; un’epigrafe tombale araba del XIV secolo, scoperta durante restauri all’interno del tempio e ricollocata a cura degli Amici di Pisa nel 2008.
Ogni 6 agosto, davanti alla lapide posta dall’associazione nel 1966 sul lato sinistro della chiesa per ricordare le imprese del 6 agosto nei secoli, si commemorano i Caduti Pisani di tutte le guerre, alla presenza delle autorità religiose, civili e militari. Terminata la cerimonia, il parroco celebra una funzione all’interno della chiesa.
Grazie al Comando della Parte di Mezzogiorno, dal 2017 è stata ripristinata la cerimonia della Benedizione dell'Uva: al momento dell'Offertorio, il sacerdote benedice il frutto della vite, simbolo del lavoro umano e del Sangue di Cristo. Grappoli d'uva primaticcia bianca e rossa (i colori della bandiera rossocrociata alfea) sono benedetti e al termine della funzione vengono distribuiti ai presenti e in giro per la città. Tale usanza è testimoniata da un registro di entrate e uscite, conservato nell'Archivio Capitolare di Pisa, riportante le spese effettuate per le esigenze della vita quotidiana dei canonici della Cattedrale per un anno completo, dal luglio 1258 al giugno 1259.
La sezione riguardante l’exitus coquine, ossia le uscite per la cucina, annota anche acquisti particolari di cibo in occasione di determinate solennità religiose: per la festività di San Sisto del 6 agosto l’economo comprò, per la tavola dei canonici, uva da consumare a fine pasto dopo che –come si era soliti fare («quia consuetudo est»)– fosse stata benedetta. I più antichi sacramentari romani riportano la preghiera di benedizione dell'uva primaticcia in uso per la festa di San Sisto:
“Benedic, Domine, et hos fructus novos uvae, quos tu, Domine, rore caeli et inundantia pluviarum et temporum serenitate atque tranquillitate ad maturitatem perducere dignatus es, et dedisti ea ad usus nostros cum gratiarum actione percipere, in nomine Domini nostri Iesu Christi.”
(Traduzione: “Benedici, Signore, questi frutti nuovi della vite, che con la rugiada stillante dal cielo, la copiosità delle piogge e la tranquilla serenità dei tempi ti sei degnato di portare a maturazione e hai concesso di raccogliere per i nostri usi con azione di grazie, nel nome del nostro Signore Gesù Cristo.”).
Al termine della messa, il Presidente del sodalizio presenta una relazione sulle attività svolte durante l’anno e premia i personaggi, non necessariamente pisani, che a giudizio degli Amici di Pisa si sono distinti in fatto di pisanità o comunque hanno operato in modo eccezionale a vantaggio della comunità. Per finire un esperto di storia tiene un’orazione su un argomento inerente alla storia di Pisa, che verrà poi trascritta in un libercolo distribuito gratuitamente alla cittadinanza. La serata si conclude in un ristorante tipico del centro cittadino, e durante la cena (alle ore 21) le campane delle chiese pisane suonano per onorare ancora i defunti pisani di tutte le guerre ed il santo al cui nome sono legate tante vicende della storia alfea.