Bastione Stampace Clicca

Estratto dal Tolaini " Le mura del XII secolo e altre fortificazioni nella storia urbana di Pisa " :
" Altrettanto combattuta, la torre di Stampace sull'angolo sud-ovest della cinta, già murata nel 1287, fortificata dai fiorentini subito dopo la prima conquista, poi utilizzata dai pisani a loro difesa e infine nell'agosto del 1500, colpita dalle artiglierie di Paolo Vitelli - come scrive l'anonimo autore dell " Guerra del Millecinquecento " - " per le tante botte cadde [...] e fece un monte di sassi". E' rappresentata in rovina dal Vasari nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze."

Valorizziamo la nostra storia a costo di tirare le orecchie ai nostri governanti, fino a strappargliele se necessario!

Perché ? Come possono essere dimenticate e cancellate opere così imponenti, come se non esistessero ?
Questo è quello che passa per la testa una volta entrati nel bastione Stampace.
Come può accadere che un luogo così impregnato di storia Pisana, di imprese, di sacrifici, di battaglie all’ultimo sangue, possa non esistere più ?
Eppure è lì, sotto gli occhi di tutti oramai straziato e nascosto, quasi a vergogna, da una vegetazione selvaggia che lentamente ma inesorabilmente, lo stritola in un abbraccio micidiale.
Qui più di 500 anni fa si sono scontrati valorosi combattenti, guerrieri pagati per conquistare e uomini disposti a morire per la propria libertà.
L’esercito fiorentino ha tentato più volte di prendere la città proprio attaccando questo baluardo scontrandosi con il valore di donne e uomini Pisani che mai capitolarono alle armi del nemico. Ma il nemico più forte, la fame fu per loro fatale.
Nemmeno la propaganda fiorentina con i suoi artisti che proponevano una realtà distorta, e che il Vasari dipinse nel Salone dei Cinquecento con un affresco raffigurante la prese di Pisa con la forza, potrà superare le colpe di chi oggi ha il dovere e la responsabilità di valorizzare questi veri e propri monumenti al Popolo Pisano e alla sua Storia.
Il bastione oggi appare come un gigante ferito dai combattimenti ma soprattutto tradito da coloro che senza alcun remore lo hanno deturpato e sconvolto. Già durante gli assedi del XV-XVI sec. fu gravemente danneggiato dalle artiglierie dei fratelli Vitelli che ne distrussero anche il torrione centrale oggi parzialmente visibile inglobato in più recenti strutture. Il colpo più grave fu però inferto proprio dai Pisani i quali nel 1883, come attesta una pietra scolpita quasi a segnarne la data di morte, perforarono in più punti la struttura per creare passaggi e rimesse ferroviarie e percorsi pedonali.
Oggi i lottatori del S.Antonio con fatica e senza aiuti economici cercano di tenerlo in vita come possono per uno scopo che certo non si addice a tale struttura e che và stretto agli stessi lottatori.

1 2 3 4 5
6 7 8 9 10
11 12 13 14 15
16 17 18 19 20
21 22 23 24 25
26 27