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Il Gioco del Ponte-Il Gioco di Pisa e dei Pisani

 
Palazzo Agostini

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Palazzo Gambacorti
Palazzo Roncioni
Palazzo Azzopardi
Palazzo Tilli
 
 

Palazzo dell’Agnello (o Giuli)

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I palazzi storici di Pisa sono una ricchezza sia culturale che econimica da salvaguardare in quanto rientrano a pieno titolo nei percorsi turistici cittadini.

Prima o poi si dovrà pensare seriamente a definire dei percorsi per le vie di Pisa dove il turista possa rimanere attratto dalla bellezza della nostra città, passando attraverso i caratteristici vicoletti senza doversi tappare il naso.

Il turismo a Pisa potrebbe essere una delle fonti primarie di ricchezza ma finchè le energie cittadine tenderanno solo ed esclusivamente verso il mondo universitario, Pisa non riuscirà mai a mettere in mostra le nobili qualità che possiede al di là della torre..

Il dilemma è se Pisa può essere "Città", al di là dei servizi, sviluppando i doni del suo territorio che vedono nel turismo in tutte le sue estensioni(storia, cultura, arte, porto, mare colline e monti) il suo punto di forza che tocca l'apice con la famosa Piazza dei Miracoli ed il futuro museo delle antiche navi di Pisa.

oppure tutto ciò non può farsi spazio in una città votata ed eletta (non dai propri cittadini) a "città dei servizi"

Investire nel turismo è senz'altro il futuro di buona parte d'Italia che ben poco d'altro ha da ofrire a questo mondo globalizzato, ma investire nel turismo vuol dire soprattutto rendere la città vivibile e disinquinata dal traffico, abbellirla e ripulirla bene bene, dare un campus agli studenti che non sia il centro storico di Pisa come è adesso e dove staremo bene noi, staranno bene anche i turisti( e c'abbiamo la torre che attira il mondo intero bimbi, cosa s'aspetta a portarli a spasso per la città e fargli spendere qualche euro?).---uno degli effetti collaterali: il :ripopolamento di residenti.

Andare avanti esclusivamente come "città di servizi" (un amico scherzosamente ma non tanto, la definisce "città gabinetto" dove ci si lava le mani, si fanno i bisogni e a volte senza neppure btirare lo sciacquone si torna a casa), stiamo vedendo bene coi nostri occhi quali sono i risultati stà portando, la gente se ne và perchè si vive male, troppo casino, troppi utenti, la città scoppia il numero è sproporzionato e le strutture, sia viarie che di altro tipo non sono all'altezza dei servizi che Pisa offre:

si vole fare le nozze coi fii secchi. Senza strade, parcheggi, strutture adeguate fuori dal centro storico, si vive male tutti: residenti, studenti e utenti che a Pisa vengono per lavoro.

Penso che dovremo rivedere bene i nostri obbiettivi futuri, e di questi obbiettivi esserne i fautori e non subirne supinamente i danni causati da scelte sbagliate che spesso hanno tenuto in considerazione tutti gli interessi meno che quelli del cittadino.

Dovremo avere il coraggio di chedere al mondo universitario di allestire il proprio campus fuori dalle mura, questo se vogliamo continuare a vivere nella nostra città.

Certo che avere una città nobile e prestigiosa come campus, a poca distanza dalla torre pendente è sicuramente un lustro al quale l'università non rinuncerà tanto facilmente, ma penso che la realtà sia che ci stanno buttando pian piano fuori da casa nostra e se non siamo noi a rudimensionarli, nessuno lo farà per noi e la città continuerà a spopolarsi.

Lo spazio è quello che è e se gli studenti aumentano, a chi credete verrà tolto lo spazio?

 

 

 

 

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Daiberto arcivescovo di Pisa, al comando di una flotta di 120 navi (fonti bizantine coeve ne riportano 300) conquista alla guida dell'esercito crociato Gerusalemme.Come premio al suo rango di Arcivescovo della Regina dei mari, viene posto sul trono del patriarcato di Gerusalemme(lettera di Daiberto sul lungo cammino e la presa di Gerusalemme)-Prima crociata.

 

 

 

 

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