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ARENA GARIBALDI

Indirizzo: via Antonio Rosmini, 12 - 56123 PISA
Dimensioni campo: 105 x 65 m
Capienza: 25.000 posti a sedere, attualmente ridotta a 16.800
Capienza tribuna stampa: 110 posti
Settori: Gradinata, Curva Nord, Curva Sud, Tribuna Superiore, Tribuna Inferiore
ALtezza s.l.m.: 4 m
Anno di costruzione: 1929
Proprietà: Comune di Pisa
Gestione: Pisa Calcio S.p.A.

STORIA E IMMAGINI DELL'ARENA GARIBALDI - STADIO "ROMEO ANCONETANI"
I campi del Pisa S.C. prima dell'Arena Garibaldi
Nel primo decennio della sua vita (1909-1919), il Pisa Sporting Club nacque e crebbe partendo da una realtà rionale (duellando con le squadre di vari quartieri per il primato in città) fino a rappresentare calcisticamente Pisa nei campionati regionali. I nerazzurri (questi i colori voluti fortemente da Ferruccio Giovannini) cominciarono a muovere i primi passi sul terreno della piazza d'Armi (zona prospiciente alla Cittadella Vecchia), poi al velodromo Stampace (davanti alla chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno) e successivamente al campo dell'Abetone. Erano dunque questi gli spazi dove all'epoca si poteva giocare al calcio, sport giovane appena importato dall'Inghilterra. Comunque si era sempre vicini, come zona della città, a quella via San Paolo dove in una cantina, come raccontano gli annali, nel 1909 venne fondato il glorioso Sporting. A quei tempi non esistevano le porte, i tacchetti e le divise da gioco, ma ci si arrangiava come si poteva, giocando addirittura con palloni fatti di stracci cuciti a mano. Il primo vero campo regolamentare fu comunque quello dell'Abetone, che servì ad accogliere le esigenze di un pubblico sempre più numeroso e fu inaugurato ufficialmente il 4 Novembre 1914.
Mappa aerea dei campi del Pisa S.C. prima dell'Arena Primi calci al velodromo Stampace Il velodromo Stampace 4 Novembre 1914 - Si inaugura il campo dell'Abetone Si gioca al campo dell'Abetone
L'Arena Garibaldi prima del 1919
L'Arena Garibaldi fu inizialmente un anfiteatro per le corse equine che venne costruito nel 1807 da Sabatino Federighi, nobile e proprietario di cavalli, che acquistò un appezzamento di terreno posto nella zona di Porta a Lucca, vicino alla chiesa di S. Stefano extra moenia, già esistente nel 1120 e tutt'oggi adiacente all'attuale Curva Sud dello stadio. Le corse dei cavalli si svilupparono rapidamente e nel 1815 il Federighi fece costruire al centro dell'Arena un rozzo palco in muratura per le rappresentazioni teatrali diurne, che domenicalmente facevano da cornice alle corse di cavalli. L'Arena Federighi, dunque, precedette di quasi mezzo secolo la pista del “Prato degli Escoli” a S. Rossore, attuale sede delle corse equestri. L'accesso era in un primo tempo dalla parte della chiesa di S. Stefano, successivamente, a causa delle proteste del parroco, fu spostato sulla via di San Giuliano (l'attuale via Luigi Bianchi). Il fondatore dell'Arena morì nel 1831, ma figli e nipoti proseguirono l'opera di Sabatino: con la somma, a quel tempo veramente enorme, di L. 50.000, venne realizzato un nuovo palcoscenico, nuove strutture per gli spettatori, un muro che circondava tutta la struttura (oggi ancora esistente per metà), un viale alberato (oggi esistente e con funzione di parcheggio e di accesso al centro medico sotto la Curva Sud) e infine un arco in stile romanico con la scritta “Teatro Diurno”. Oggi quell'entrata esiste sempre ed è costituita da due grandi archi con scritto “Arena Garibaldi”; la Domenica è saltuariamente utilizzata per l'ingresso al settore ospiti dello stadio. Il Teatro Diurno dell'Arena Federighi si sviluppò rapidamente e dopo il 1842, terminati cioè i lavori di ampliamento e abbellimento, l'Arena cominciò dunque ad essere molto apprezzata e frequentata da tutti i Pisani dell'epoca. Il successo del teatro non impedì lo svolgimento delle corse dei cavalli, almeno fino al 20 Settembre 1849, data che sancì la fine di ogni rappresentazione. Poco prima (nel 1882) aveva preso il nome di Arena Garibaldi, in onore dell'eroe morto proprio in quell'anno. L'Arena venne saltuariamente utilizzata per manifestazioni di vario tipo (fuochi artificiali, concerti musicali, tiro al piccione, gioco del tamburello, gioco del pallone col bracciale) fino al 1919, anno in cui il terreno fu acquistato dai dirigenti del Pisa S.C. per la modica cifra di L. 24.000, un vero affare.
La nascita dell'Arena Garibaldi
1919, l'Arena diventa lo stadio del Pisa
L'esigenza di un nuovo campo per il Pisa S.C. era dettata dal numero di spettatori sempre più crescente, per questo, prima il velodromo Stampace, poi l'Abetone, non bastavano più per ospitare le partite. L'Arena Garibaldi si prestò egregiamente a tal scopo, seppure all'epoca fosse ancora un terreno poco adatto al calcio e con presenti le vetuste strutture del Teatro Diurno, oramai dismesso. Quest'ultime furono trasformate in scricchiolanti tribune in legno e il campo livellato e sistemato alla meglio per il battesimo che vide il Pisa vittorioso sull'U.S. Livorno per 5-0. Dopo questo “collaudo”, l'inaugurazione ufficiale avvenne il 26 Ottobre 1919 contro la Juventus-Roma, squadra campione del Lazio e il Pisa vinse anche quella gara per 5-1. Rimaneva da risolvere il problema delle strutture che, nonostante i miglioramenti apportati ogni anno dal Pisa S.C., rimanevano, alla fine degli anni Venti, ancora precarie e traballanti. Solo durante l'epoca fascista, per motivi politici e propagandistici, l'Arena venne trasformata in un moderno e razionale campo sportivo che poteva accogliere fino a 7.000 spettatori e tutto questo ad opera del Comune di Pisa, che nel frattempo aveva acquistato la proprietà del campo. Al complesso degli edifici del nuovo campo, che all'epoca divenne uno dei migliori in Italia, gli ingegneri progettisti conferirono una linea architettonica toscana intonata a grande semplicità e priva di inutili decorazioni. Furono costruite due gradinate gemelle (una coperta), la casa del custode (attualmente intatta), strutture e servizi vari per le altre attività sportive che avrebbero trovato spazio proprio nei pressi del nuovo campo sportivo. L'intenzione era dunque quella di creare una cittadella dello sport, in linea coi dettami del regime. Il nuovo stadio, ribattezzato Campo del Littorio, venne inaugurato ufficialmente l'8 Novembre 1931 alla presenza del re, in quel periodo assiduo frequentatore della tenuta di S.Rossore. Fino agli anni Sessanta le strutture rimasero pressoché intatte, risprmiate anche dai bombardamenti aerei del 1943.
La recinzione dell'Arena nei primi anni Venti 1921 - Tifosi assiepati a bordo campo 1921 - Dietro ai calciatori ancora nessuna struttura I lavori di costruzione della vecchia tribuna 8 Novembre 1931 - Si inaugura l'Arena Garibaldi con il re
          in tribuna La tribuna così come appariva negli anni Trenta
L'Arena dopo la guerra
Da quella ormai lontana inaugurazione del 1931, lo stadio era servito anche durante la guerra come accampamento nel 1944/45 e successivamente come sede del Gioco del Ponte a causa della distruzione del Ponte di Mezzo. Intanto era tornata la vecchia denominazioni di Arena Garibaldi. Nei primi anni '60 venne costruita una curva che univa idealmente la gradinata alla tribuna coperta (l'attuale Curva Nord "Maurizio Alberti") anche se rimanevano ampi spazi vuoti tra i 3 settori, mentre il lato sud del campo (quello sotto la chiesa di S. Stefano), rimaneva scarno di strutture (c'era solo la casa del custode) e vennero costruite tribunette provvisorie prima in legno e poi in tubi, visto che comunque la gente affollava copiosamente lo stadio. Nel 1968, anno in cui il Pisa si apprestava a disputare il suo primo campionato di serie A a girone unico, venne affrontato concretamente il problema dell'ampliamento della capienza: venne ristrutturata la tribuna coperta (che comunque rimaneva sempre quella originale del 1929), venne costruita un'identica curva dalla parte opposta a quella esistente (Curva Sud), venne demolita la vecchia gradinata e costruita una nuova (l'attuale) che completava l'anello nella forma e nell'altezza dell'intero stadio. L'Arena Garibaldi era adesso definita e circondata completamente dagli spalti.
1961 - In un Pisa-Livorno appare già la Curva Nord 1963 - La Curva Sud deve essere ancora edificata La tribuna così come appariva prima di essere demolita
L'Arena negli anni Ottanta
L'ultima profonda modifica strutturale dell'Arena risale all'estate del 1982, quando la vecchia tribuna coperta venne ristrutturata e ampliata così come ci appare ora; i lavori furono eseguiti dopo vivaci polemiche tra il presidentissimo Romeo e la giunta comunale e come accadeva spesso nell'era Anconetani la spuntava sempre lui. In pratica venne abbattuta la copertura originaria, venne ristrutturata la tribuna esistente (che oggi coincide con il settore di tribuna inferiore), costruita la nuova copertura e un nuovo settore (oggi tribuna superiore), il più alto dell'intero stadio, che oggi ospita anche la tribuna stampa. Il Pisa si apprestava a disputare il suo secondo campionato di serie A. Negli anni Ottanta, dunque gli anni di Romeo Anconetani, la capienza dello stadio pisano è arrivata a 35.000 spettatori; in primo luogo lo stadio era stato completato da gradoni che univano la balaustre delle curve e della gradinata al piano del campo, ricavando ulteriori posti e poi non esistevano in quegli anni delle normative ferree in materia di sicurezza e ordine pubblico, dunque capitava anche che Romeo facesse stampare più biglietti del consentito e in certe partite di cartello era un'impresa trovare un posto libero anche solo in piedi sugli scalini o alla rete. L' ultima sistemazione importante delle strutture dello stadio è datata 1989/90, a ridosso dei mondiali di calcio italiani: la pista di atletica è stata smantellata, il campo rifatto completamente e abbassato di oltre 1 m, tutti i settori prolungati verso il basso fino al livello del campo (anche se rimanevano le mitiche balaustre, oggi tolte per motivi di sicurezza). Ogni settore è stato dotato di seggiolini e in gradinata, grazie ad alcune poltroncine, colorate diversamente, appariva la scritta "PISA"; a completare il tutto una nuova recinzione in vetro tra spalti e campo, una nuova illuminazione e un tabellone elettronico che rendeva l'Arena Garibaldi un vero gioiellino di stadio da 25.000 posti tutti a sedere.
1982 - La nuova tribuna coperta in costruzione Vista aerea dell'Arena prima dei lavori dell'89/90 Vista aerea dell'Arena dopo gli ultimi interventi
L'Arena attuale
Dopo il fallimento del glorioso Sporting, l'Arena è stata un po' abbandonata a sé stessa: le strutture hanno avuto bisogno di interventi di manutenzione affinché il comune concedesse l'agibilità. La Nord ad esempio è rimasta chiusa per più di un anno, un pezzo della Sud è tutt'oggi inagibile e solo in particolari condizioni e con particolari autorizzazioni per ordine pubblico lo stadio è stato riaperto totalmente. Il fatto poi di non essere ancora rientrati nel giro del calcio che conta non ha minimamente fatto sorgere problemi di sovraffollamento o di interventi strutturali di adeguamento e quindi si è andati avanti intervenendo solo quando necessario. Il tabellone elettronico è spento da quel maledetto 1994, i seggiolini sono rimasti solo in tribuna coperta, sono state tolte tutte le balaustre per le odierne leggi sulla sicurezza negli stadi e la scritta “PISA” in gradinata è stata ridipinta sui gradoni. Insomma la vecchia Arena Garibaldi appare un po' acciaccata, ma conserva intatta il suo fascino. Recentemente sono stati eseguiti dei lavori per sistemare il sottotribuna, gli spogliatoi e la sala stampa. Nel 2005 è stato inaugurato il Pisa Point, uno spazio sotto la Curva Nord, lato Tribuna Coperta, dove si vende il materiale ufficiale del Pisa.
La Nord qualche anno fa con seggiolini e balaustra L'attuale Curva Nord - Maurizio Alberti L'attuale Tribua Coperta L'attuale Gradinata L'attuale Curva Sud, parzialmente inagibile Panoramica dell'Arena L'Arena vista dalla Torre Il tabellone elettronico spento dal 1994 Uno scorcio dell'attuale gradinata Immagine romantica al tramonto L'inaugurazione del Pisa Point
Arena Romeo e Curva Nord Maurizio Alberti
In seguito alla scomparsa del presidentissimo Anconetani, si è pensato da subito ad una qualche iniziativa che potesse far ricordare a lungo la sua memoria e il suo operato a Pisa. Domenica 9 Dicembre 2001, dopo pressanti richieste di tutto il popolo nerazzurro, lo stadio Arena Garibaldi è stato ufficialmente cointestato a Romeo Anconetani, alla cui memoria è stata apposta una targa il 14 Luglio dell'anno seguente, cerimonia per la verità assai poco pubblicizzata. La tifoseria ha invece voluto intitolare la Curva Nord, sede del tifo organizzato, alla memoria di Maurizio Alberti, lo sfortunato tifoso nerazzurro scomparso in seguito a un malore durante una trasferta a La Spezia nel 1999; in Curva una lapide in marmo, regalata dagli amici di Carrara, ricorda questo significativo evento. Infine recentemente (25 Aprile 2005) la gradinata è stata intitolata a Gianluca Signorini.

14 Luglio 2002 - La targa che cointitola lo stadio a Romeo L'ingresso dei pullmans delle squadre La targa che intitola la gradinata a Gianluca Signorini

 


Bibliografia essenziale:
"FORMA PISARUM", Emilio Tolaini - Nistri-Lischi editore
"PISA", Renato Della Torre - Pacini editore Pisa
"PISA, ARCHITETTURA E URBANISTICA TRA LE DUE GUERRE", Andrea Martinelli - Edizioni ETS
"PISA, IL RECUPERO DEL CENTRO STORICO", Riccardo Ciuti - Felici Editore
"OLTRE LA RETE", Sergio Carlesi - Pacini editore Pisa
"IL SOGNO NERAZZURRO", Renzo Castelli - Tacchi editore Pisa

"PISA OLÉ", Renzo Castelli - Fabbri editori

Materiale originale selezionato dal gruppo Svitati Pisa 1990

 

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