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Il Gioco del Ponte-Il Gioco di Pisa e dei Pisani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aquila imperiale Pisana

 

 

Palazzo Gambacorti (o dei Priori)
Palazzi storici di Pisa

 

Sede dell'Amministrazione comunale sin dal 1689, (prima la sede comunale era nel palazzo degli anziani in piazza delle sette vie, oggi sede della normale P. dei cavalieri) Palazzo Gambacorti si affaccia sul lungarno omonimo.
Fu eretto alla fine del Trecento su volere di Pietro Gambacorti, al tempo in cui Pisa fu ceduta ai Visconti di Milano per un'ingente somma di denaro. La facciata nord, rivolta verso l'Arno, è rimasta intatta dall'epoca della costruzione, ornata da un doppio ordine di bifore divise da colonnine di marmo.. L'ingresso dà direttamente su Piazza XX Settembre ed è preceduto da un piccolo loggiato; il cortile interno presenta alcune colonne antiche ed è decorato con stemmi e iscrizioni. La facciata sud del palazzo che si affaccia su via Toselli, risale al secolo XVII ed è   caratterizzata da un portale con un grande stemma mediceo ed altri stemmi e decorazioni posti sopra le finestre del primo ordine.
Il palazzo rimase nella disponibilità dei Gambacorti sino al 1429 quando Lorenzo Gambacorti lo affittò alla Signoria di Firenze per 70 fiorini annui, che vi trasferì la magistratura dei Consoli del Mare. La vedova di Lorenzo lasciò in eredità il palazzo al fratello Giovanni Salviati, che lo vendette a Filippo del Tignoso. Il granduca Cosimo II dei Medici comprò il palazzo nel 1689, destinandolo a sede dei Priori della città di Pisa.
Fra i saloni, di notevole interesse quello detto "delle Baleari", attuale sala di riunione del Consiglio Comunale. Ne ornano le pareti pregevoli affreschi del XVI° e XVII° secolo che esaltano le imprese.

1). Storia famiglia Gambacorti (a cura di Algido Tricolonio)

Il Mugnos e più segnatamente l'Inveges levano a cielo questa nobile ed antica famiglia pisana, che poi da Pisa venne a trapiantata in Napoli ed in Sicilia, cioè Sciacca e Palermo. Il Crescenzi, il Sansovino, il Rossi mostrano le grandezze del primo ceppo pisano essendosi un Pietro Gambacorti, sotto l'imperatore Federico Barbarossa, per primo recato a Pisa nel 1160, e secondo Giovanni Villani celebre storico, un Andrea ebbe la signoria della città nel 1347.
Pietro Gambacorti, grazie alla protezione dell’imperatore Carlo IV ed alla deposizione del doge di Pisa Giovanni dell’Agnello (1369), fece ritorno a Pisa, dove, tra le acclamazioni della fazione dei Bergolini, fu eletto il 26 settembre 1369, Capitano Generale Perpetuo delle Milizie (dette Masnade Pisane) e Conservatore e Difensore della Repubblica. Politico di alto livello fu ammirato da papa Gregorio XI che gli affidò il compito di trattare la pace tra fiorentini e Stato Pontificio. Gli intrighi politici di Jacopo d’Appiano, cancellerie della Repubblica e capo della fazione dei Raspanti, minarono il potere del Gambacorti e della fazione dei Bergolini fino all’assassinio di Pietro Gambacorti e all’avvelenamento dei suoi 2 figli del  21 ottobre 1392.
I nipoti di Pietro, fuggiti da Pisa, furono signori di Campochiaro in Napoli, sotto Carlo V imperatore, ed i suoi posteri possedettero i castelli di Toraca, Frusso, Vico, Burgenza, ed i contadi di Biccari e della Torella. Un Florio Gambacorta sotto Carlo V si trapiantò in Sciacca dove fu commissario generale della città di Jaci; un Modesto di lui figlio poi la trasferì in Palermo. Come valente giureconsulto, occupò egli varie distinte cariche, tra le altre nel 1602 quella suprema di reggente del Consiglio di Italia nella R. Corte di Madrid; ed in compenso di suoi onorati servigi dal rè Filippo III il titolo di marchese di Motta d'Affermo gli venne conferito 1607. Da lui un Mario Gambacorta che successe nel detto marchesato personaggio assai riguardevole per le tante luminose cariche occupate, essendo stato altresì pretore di Palermo 1630.

Pisa-palazzo Gambacorti
Pisa-palazzo Gambacorti
Pisa-palazzo Gambacorti
Pisa-palazzo Gambacorti
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Daiberto arcivescovo di Pisa, al comando di una flotta di 120 navi (fonti bizantine coeve ne riportano 300) conquista alla guida dell'esercito crociato Gerusalemme.Come premio al suo rango di Arcivescovo della Regina dei mari, viene posto sul trono del patriarcato di Gerusalemme(lettera di Daiberto sul lungo cammino e la presa di Gerusalemme)-Prima crociata.

 

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