Un poco di Storia della Piazza

Nel campo posto sulla altura di un tombolo fluviale, creato dall'incessante andirivieni del tempo ,campo elevato tra dolci acque pure e feconde , i pisani decisero di creare il loro testamento lapideo.Ove prima avevano espresso se stessi gli arcani protostorici (sapiens-sapiens) ,essi decisero esprimere cio' che li aveva reso grazia e plenaria gioia ; un tempio simbolico forma e testimonianza della lora sublime avventura terrena. Il tempo stringeva, v'era di che affrettarsi .Popoli e citta' che non conoscevano il valore di un anima cristiana , premevano avidamente per conquistare e depredare ciò che ai loro occhi appariva potere materiale, piuttosto che espressione di vera spiritualita'.  Ordendo trame brutali congiuravano  la totale disintegrazione di pisa. Da prima fu edificato il perno del progetto, la chiave di lettura di un inconscio collettivo, che essendo puramente spirituale, avrebbe dovuto prendere verbo per mediare il simbolo, e cio' fu facile trovarlo nel loro mondo ,la chiesa cristiana, e proprio al centro la posero ,la loro bianca cattedrale maestosa ma non presuntuosa, candida ma mai tersa , materna ma mai oppressiva. All'inizio' era'l'acqua.Fiumi, mari, pioggie, laghi e  paludi; nel loro moto determinavano la fertilita' del protozoo che avrebbe generato, dall'anima del mondo, la prima forma incarnata dello spirito: l'uomo.Il battesimo dell'uomo ha bisogno di un grande battistero, e proprio da questo iniziarono a materializzare il simbolo intorno alla loro chiesa. Nascita, lavacro, purificazione .Nelle forme rotonde e materne, come enorme seno, alimentava e custodiva i bisogni dei loro figli, i quali già sapevano di dover essere immolati sulla croce dei giusti. Con questa consapevolezza e con questa benedizione, Pisa conobbe la vita, gli affanni e lo scopo.Emulare il creatore cercandone i dettami piu profondi ,cercare di compierli in suo rispetto e in sua grazia, sapendo bene che tale compito non sarebbe mai destinato alla realizzazione, poichè ogni cristiano conosce i limiti corporali del suo esistere ,percio' decisero di innalzarsi verso Dio inclinando il loro campanile a rispetto della loro umilta'.Dio e' guida e stimolo ma non e' e non puo essere meta, la strada che porta verso le sue sublimi elevatezze, deve essere necessariamente caduca e destinata al fallimento, e a loro parse che il campanile pendendo, avrebbe rispettato i dettami della utopia umana. Utopia che, rispettando la morte, avrebbe trovato in essa la molla del rilancio verso nuova vita che il camposanto finalmente sanciva. L'eternita' non sta nel personale, ma si realizza nella totale rinuncia dello stesso, puo dirsi eterno solo quel popolo e quell'essere che colga in se la vicenda universale del proprio ruolo, il quale, non avendo mete, puo in tutta umilta' usare lo spirito eterno come veicolo di rinuncia di ogni ambizione e presunzione.Coloro che con l'eterno vivono, con la morte convivono. La prova dei miracoli era finita, il testamento spirituale di un popolo illuminato era li esposto ai venti ed agli eventi, di chi volesse e potesse interpretarlo.La missione della citta' illuminante si era compiuta . Si erano espressi secondo i dettami delle leggi cosmiche, e furono pronti per passare in un altro spazio-tempo, magari in qualche altro universo, dove da loro ci si aspettasse un altro messaggio per popoli e razze non baciate dalla verita'.
Colui che entra in questa piazza magica, lasci dietro di se ogni suo pensier terreno ed elevi lo spirito a purezza che la divinità forse lo toccherà.Chi fece del proprio amor opera d'arte, non era forse essere terreno, ma Dio stesso pose nelle mani di questi uomini, gli attrezzi ed un animo sublime.Forse son questi gli extraterrestri? Che genti eran queste per concepir tanta bellezza? Forse son simboli d'astronavi con le quali son venuti e ripartirono, lasciando dietro se un segno di luce che niente al mondo più eguaglierà.

C'è chi scrisse che il medioevo fù un periodo buio, rovinoso e barbaro.Le chiese si disse eran luoghi dove il fedele doveva esser terrorizzato e vivere con mille angosce e paure, le chiese buie dovevano esprimer ed imprimere questo nei fedeli per poterli attirare verso di sè.Ebbene, forse è stato vero per qualche città, ma chi scrisse questo forse non venne mai a Pisa, in questa piazza, che tutto esprime fuorchè la tenebra.Quì è la luce, il colore, la solarità, la pura forma dell'architetto, lo spirito illuminato,la mente sgombra dal quotidiano, il candore,la vicinanza a Dio. Per provare questo, non basta guardare delle foto, pur belle quanto si vuole, mai potranno dare una minima idea di quello che si prova a fermarsi al tramonto in questa piazza ed a lasciarsi assorbire interamente dalla bellezza; quindi venite in questa piazza almeno una volta nella vostra vita, e lasciatevi prendere dalla sua magia, non entrate coi pensieri spesso futili della mente. Per questo mio consiglio mi ringrazierete, perchè per un istante, forse riuscirete a sentire la vicinanza della luce divina.

 

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