

La Grande Pieve Romanica fu costruita all'epoca del Vescovo Dalberto, fra il 1080 ed il 1111, anno in cui vi fu deposto il corpo del Santo Patrono Ermolao Martire. Di Calci si hanno notizie fin dal 780, anno in cui compare citata nel documento con il quale i tre fratelli Gualberto, Ildeberto e Gumprando destinano i loro ingenti beni all'ampliamento dell'abbazia di San Savino. Intorno al Mille il «locus Calcis» è il borgo più importante della vallata, mentre nel 1222 appare già fortificato. Più volte conquistato e saccheggiato, prima dai fuorusciti pisani nel 1288, poi dalle truppe di Carlo IV nel 1369, e infine dall'esercito del re di Napoli nel 1479, passò insieme a Pisa sotto il dominio dei fiorentini all'inizio del XV secolo. Della sua vita in età medievale Calci conserva tracce nella pieve di stile romanico-pisano. Anche la celebre Certosa risale, nella sua struttura originaria, al 1366, ma presenta imponenti rifacimenti settecenteschi che ne fanno uno dei più eclatanti esempi di barocco esistenti in Toscana. A Calci nacque Pier Bernardo dei Paganelli di Montemagno, che divenne papa col nome di Eugenio III dal 1145 al 1153, Cucco Ricucchi che scalò le mura di Gerusalemme a fianco di Goffredo di Buglione e aggiungo che molto probabilmente, Calci è stata il centro di coordinamento dei traffici tra Pisa, Corsica e Sardegna, per tutto il medioevo.
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